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      <title>CORTI MO'DESTI</title>
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      <pubDate>Sun, 6 Feb 2011 20:25:40 +0100</pubDate>
      <description>PESCARA - C’è da dire molto riguardo ai festival che affliggono ogni parte del mondo, sia sulle organizzazioni, sulle idee che mettono in campo, sul significato della competizione. Ma ci sono così tante e così diverse iniziative, che sarebbe il caso di fare una vera e propria ricerca a riguardo partendo dalle manifestazioni più piccole sino a quelle più altisonanti. Così noi ci limitiamo a riportare una nostra piccola esperienza in quel di Guardiagrele: CORTI MO’DESTI 2011. Un piccolissimo festival che si è svolto in un sol giorno giusto un mese fa, nel paese che ha ospitato per anni il glorioso Matita Film Festival! In quell’occasione siamo lieti di comunicare che abbiamo riportato a casa due premi con un nostro lavoro del 2008 “Il salotto dell’uomo chitarra”: miglior film e miglior attrice protagonista con la sempre brava Alessandra Diodoro! La cosa che mi ha stupito è che questo lavoro è uscito dal nostro cassetto dopo due anni di riposo e guarda cosa ti combina… non me l’aspettavo, oltretutto abbiamo battuto l’amico Aldo Iuliano con un suo bel cortometraggio girato a Roma con tanti giovani attori di spicco del nostro cinema italiano! Beh, che dire, è stato un onore inaspettato ma piacevole! Sono anni che facciamo film in regione, difficilmente abbiamo cercato gloria e quando l’abbiamo fatto non è andata bene, ma ci teniamo questa piccola soddisfazione, aggiungendo che vincere festival non serve a niente, non porta niente, ma fa tanto bene allo spirito!&lt;br/&gt;Cogliamo l’occasione per pubblicare il film e renderlo visibile ai nostri amici! &lt;a href=&quot;../Il_Salotto_dellUomo-Chitarra.html&quot;&gt;Qui il link.&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;Buon divertimento, se Filippo Selva ve lo permetterà… &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Peter</description>
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      <title>La proiezione di Lanciano</title>
      <link>http://www.manichinodottone.it/MdO/Editoriale/Voci/2010/6/8_Dopo_la_semina_ce_il_raccolto,_se_linfestante._2.html</link>
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      <pubDate>Tue, 8 Jun 2010 10:57:45 +0200</pubDate>
      <description>PESCARA - Pochi giorni fa mentre ero al lavoro al computer, mi sono preso una pausa. Sono andato su facebook e per caso ho notato un articolo linkato da un amico, Maurizio. Il link mandava sul sito del “pompiere” della sera, per dirla con vezzo alla Travaglio, parlava dell’Aquila e di alcuni lavori realizzati dall’accademia dell’immagine nei giorni appena seguenti il post terremoto.&lt;br/&gt;A quel punto ho capito di cosa si trattava e preso dall’euforia senza leggere l’articolo, sono andato subito sul video caricato da youtube e con sommo piacere ho rivisto Immota Manet: un film cortometraggio realizzato con i ragazzi del corso di regia del documentario dell’Accademia, ideato, diretto e fortemente voluto da Gianfranco Pannone. Un film che vede la mia partecipazione, come operatore video e quella di Francesco come compositore di alcuni brani musicali. Inoltre tutta l’introduzione è stata tratta dal mio documentario, proprio su Pannone “Fare il documentarista? è una passionaccia!”.&lt;br/&gt;Sul piccolo film non mi permetto di fare critiche, il film parla da se… Pannone l’ha voluto realizzare in quanto profondo conoscitore dello scrittore Ignazio Silone. Prende spunto dal testo “Uscita di sicurezza” dello scrittore abruzzese, riletto dall’interessante voce di Filippo Timi, per mettere in guardia la popolazione aquilana. Questo testo viene descritto molto bene dal corriere della sera, quindi non mi dilungo su di esso.&lt;br/&gt;Mi colpisce però una parte del testo, vado a memoria: “la popolazione viveva il terremoto come un evento naturale”. Nonostante le vittime di quella terribile catastrofe furono migliaia! Anche oggi è così, ma in parte. Nelle parole e nelle azioni delle persone più anziane è possibile riscontrare quest’atteggiamento. Ma nei giovani quella naturalezza non può ripetersi.&lt;br/&gt;Le consapevolezze “mediatiche” che l’epoca moderna ci mette a disposizione non possono essere cancellate da nessuna forma di dittatura. Certo, ognuno ha la sua verità: c’è chi è felice della casa che gli è stata data in comodato d’uso; c’è chi non è felice della casa che gli è stata data in comodato d’uso; c’è chi contesta e chi non contesta; c’è il popolo della carriole e c’è il popolo dei fedelissimi... Ma in questi mesi su internet abbiamo visto di tutto! Noi stessi abbiamo realizzato un video con il Professor Salcito  &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=153BNKOsvZk&quot;&gt;Il cuore di Paganica che potete trovate anche su youtube&lt;/a&gt;. Ma ne abbiamo visti diversi, purtroppo molti sono rimasti in rete o al cinema e non trovano spazio sui canali televisivi in chiaro.&lt;br/&gt;Per chi non lo sapesse Berlusconi è il padrone di mediaset e in quanto presidente del consiglio, controlla la maggioranza del consiglio di amministrazione della Rai. &lt;br/&gt;Certo lo iato tra giovani e meno giovani è ancora profondo, quindi queste conoscenze non sono per tutti. Purtroppo non sfruttiamo che in minima parte le possibilità che l’epoca moderna ci mette a disposizione. Pensate alle scuole superiori, non fanno corsi di audiovisi, non hanno computer, non studiano internet, ma in che epoca vivono? Sono rimaste ferme a molti anni fa, persino gli stipendi degli insegnanti sono rimasti congelati da molto tempo!&lt;br/&gt;Il sistema vuole l’impoverimento culturale del nostro paese, questo è un problema molto serio, senza memoria storica, senza cultura non c’è futuro!&lt;br/&gt;Tornando al film, non posso che parlare del lavoro di Gianfranco Pannone. Per me è stato un onore vederlo lavorare al documentario, in realtà ne vorrei ancora, vorrei poter realizzare un seguito di questo film, vedremo… Tutto il cinema di Gianfranco parte da radici storiche, attualizzate all’epoca moderna. Anche Immota manet rispetta questa metodologia. Ai miei occhi questo film appare come naturale seguito de “Il sol dell’avvenire”, il suo ultimo film che tratta le brigate rosse, ed ha avuto problemi simili a “Draquila” (il film di Sabina Guzzanti) con il ministro Bondi. Il testo di Ignazio Silone è troppo attuale, troppo veritiero, troppo ingombrante. A distanza di tempo con Pannone ne abbiamo riparlato e non immaginavamo potesse essere così visionario da predire il futuro che ci aspettava, anche se avevamo tutti gli elementi per poterlo capire. Resta per noi la soddisfazione nel poter rivedere il film pubblicato dal corriere della sera on line. Andiamo avanti così!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Peter&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/10_giugno_03/accademia-immagine-aquila_014f2a80-6f32-11df-bfef-00144f02aabe.shtml&quot;&gt;il link per  l’articolo sul Corriere&lt;/a&gt;</description>
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      <title>Dopo la semina c’è il raccolto, se l’infestante….</title>
      <link>http://www.manichinodottone.it/MdO/Editoriale/Voci/2010/5/4_Dopo_la_semina_ce_il_raccolto,_se_linfestante..html</link>
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      <pubDate>Tue, 4 May 2010 10:16:06 +0200</pubDate>
      <description>PESCARA - Il lungo periodo della semina pare che cominci a portare i primi frutti, così oggi ci troviamo a raccontare piacevoli eventi che riguardano il nostro gruppo di lavoro. In questo mese si sono susseguite ben due proiezioni pubbliche del nostro documentario ecologico contro la deriva petrolifera in Abruzzo. &lt;br/&gt;La prima, di cui abbiamo già parlato a Montesilvano, e poi una seconda presso la bottega del commercio equo e solidale di Francavilla al Mare, L’isola di Amantani. Una proiezione piccola e raccolta in un locale ben gestito ed oraganizzato da piacevoli volontari.&lt;br/&gt;Le persone presenti, circa una ventina, hanno apprezzato molto il nostro lavoro. Il piccolo dibattito che ha seguito la proiezione è stato interessante e uno dei temi affrontati è stato: come pubblicare questo filmato? Basta la pubblicazione on line? Oppure abbiamo bisogno di un editore? &lt;br/&gt;Chiunque voglia scriverci a riguardo è ben accetto! &lt;br/&gt;A conclusione della proiezione Fabrizia Arduini ha letto la bella lettera che Mariarita D’Orsogna ha scritto in occasione della manifestazione del 18 aprile. E, dulcis in fundo, abbiamo anche avuto il piacere di ospitare il papà di Maria Rita, Filippo! &lt;br/&gt;In conclusione devo soffermarmi su alcune considerazioni personali. Sono molto contento di aver ritrovato tra gli spettatori, dopo tanto tempo, alcuni vecchi amici dell’associazione Buendia. Per chi non la conoscesse, l’associazione culturale locale Buendia è molto vivace e attiva nel comune di Francavilla: da molti anni svolge un’attività sul territorio intensa e proficua. Ci ha fatto enormemente piacere mostrare il nostro lavoro a Michele e Moreno e li ringraziamo per aver preso parte all’evento! Forse ho ancora una novità da darvi ma purtroppo, non essendo sicuro, devo rinviarla al prossimo post, sperando di poter vincere un’altra piccola battaglia! La guerra per la libera informazione è ancora lunga e tortuosa ma oggi possiamo dire che non siamo più soli!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Peter&lt;br/&gt;</description>
    </item>
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      <title>Solo gli stolti non cambiano mai idea</title>
      <link>http://www.manichinodottone.it/MdO/Editoriale/Voci/2010/1/31_Solo_gli_stolti_non_cambiano_mai_idea.html</link>
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      <pubDate>Sun, 31 Jan 2010 22:32:47 +0100</pubDate>
      <description>MILANO - Ben ritrovati!&lt;br/&gt;E' iniziato il 2010 e la MdO ha concluso la lavorazione del tormentato documentario &amp;quot;Spero di conoscerLa presto&amp;quot;.&lt;br/&gt;Ora stiamo adoperandoci per fare compiere un degno percorso a questo lavoro che riteniamo importante, poiché affronta tematiche molto attuali per la nostra regione.&lt;br/&gt;La petrolizzazione dell'Abruzzo va avanti, e noi speriamo di fare la nostra piccola parte con il nostro piccolo filmato.&lt;br/&gt;Avete notato che alla fine dell'anno scorso abbiamo deciso di aprire un profilo su Facebook del Manichino d'Ottone.&lt;br/&gt;Devo dire che in questa occasione mi sono accorto che il noto social-network può essere molto utile.&lt;br/&gt;Forse avevo fatto degli errori di valutazione nel &lt;a href=&quot;Voci/2009/2/10_Prime_%28ed_ultime%29_esperienze.html&quot;&gt;primo post del presente editoriale&lt;/a&gt;; evidentemente non bisogna commettere l'errore di etichettare subito ogni nuova tecnologia in senso positivo o negativo. &lt;br/&gt;Ho commesso lo stesso errore quando si diffusero i cellulari o gli I-pod.&lt;br/&gt;Per il futuro dovrò imparare a non avere pregiudizi sui nuovi mezzi, ma cercherò comunque di mantenere uno spirito critico.&lt;br/&gt;Ogni mezzo deve essere usato in base alle sue prerogative tipiche.&lt;br/&gt;Per ciò che concerne FB, ho capito che se ne può fare un uso consapevole e mirato, evitando l'utilizzo al ribasso che purtroppo opera la maggior parte della gente, e di cui penso ancora il male che ne scrissi mesi fa.&lt;br/&gt;Continuerò a non usare FB per ritrovare amicizie morte e sepolte, o per scrivere che sono triste, o altre cose di cui non sento necessità.&lt;br/&gt;Negli scorsi mesi in cui ho usato il profilo del Manichino d'Ottone, ho reperito informazioni, partecipato attivamente ad alcune iniziative, scoperto tante cose che dai normali mezzi di informazione magari non arrivano.&lt;br/&gt;E' bello ad esempio creare un gruppo contro il paventato scavo della riserva di Punta Penna.&lt;br/&gt;E' bello ad esempio scambiare notizie fra utenti: come dire, chi primo arriva, informa gli altri.&lt;br/&gt;E' bello ad esempio riunire tutti coloro che si stanno battendo contro il petrolio, e insieme prendere delle iniziative.&lt;br/&gt;Tutto ciò facilita molto lo svolgimento di un ruolo attivo nella società che ogni cittadino dovrebbe possedere.&lt;br/&gt;Ricordo che la grande mobilitazione del 5 dicembre 2009, è nata su Facebook.&lt;br/&gt;Si può essere o non essere d'accordo sull'evento in questione, ma l'evento c'è stato. E c'è stato grazie a Facebook.&lt;br/&gt;Quindi io userò il profilo del Manichino per queste cose, o anche per scopi più leggeri, come quello di rivitalizzare il nostro lungometraggio cult &amp;quot;Al Crepuscolo fra sei giorni&amp;quot;.&lt;br/&gt;Intenzione mia e di Peter e Francesco, è quella di usare il nostro profilo comune così.&lt;br/&gt;Speriamo di essere utili a chiunque voglia &amp;quot;stare in rete&amp;quot; con noi.&lt;br/&gt;A presto.&lt;br/&gt;Matteo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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      <title>Scosse di assestamento</title>
      <link>http://www.manichinodottone.it/MdO/Editoriale/Voci/2009/5/8_Scosse_di_assestamento.html</link>
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      <pubDate>Fri, 8 May 2009 08:59:51 +0200</pubDate>
      <description>MILANO - Sicuramente non c’è bisogno di spiegare l’assenza dell’editoriale nell’ultimo mese.&lt;br/&gt;E’ stato un mese difficile per le persone che, come i titolari di questo sito, hanno con l’Abruzzo un rapporto particolare.&lt;br/&gt;Ecco una sintesi di ciò che sarebbe potuto accadere a qualsiasi individuo fuori sede, appartenente alla categoria di cui sopra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ti svegli una mattina qualunque un’ora prima che suoni la sveglia.&lt;br/&gt;Decidi di accendere il cellulare: trovi una chiamata di tuo padre alle 4 di notte.&lt;br/&gt;Non pensi al peggio; lo immagini partecipare ad una riunione pre-elettorale protattasi oltre l’umano, mentre smanetta con il telefono e gli parte per sbaglio una chiamata verso il tuo numero.&lt;br/&gt;Otto meno un quarto. Arriva un messaggio: “Questa notte abbiamo ballato”. Non capisci.&lt;br/&gt;Otto in punto. Accendi la radio: il GR UNO non dà neanche i titoli del giorno.&lt;br/&gt;Senti rumori che descrivono una devastazione, e ascolti una voce annunciare che nel tuo capoluogo di regione 16 persone hanno visto le loro case trasformarsi nelle proprie tombe.&lt;br/&gt;Un altro messaggio: “Hai sentito del terremoto a L’Aquila stanotte?”.&lt;br/&gt;Ti alzi di scatto.&lt;br/&gt;Entri di soprassalto in camera della tua coinquilina che possiede il televisore, la butti giù dal letto e ti sintonizzi sul primo canale che ti capita.&lt;br/&gt;Pietre, mattoni, intonaci, cemento: tutti giù per terra.&lt;br/&gt;Vedi uscire dalle macerie un ragazzo in mutande abbracciato dal vecchio compagno di stanza di Peter.&lt;br/&gt;L’inquadratura successiva mostra un tuo ex insegnante d’Accademia mentre abbraccia una signora per strada.&lt;br/&gt;Sale il panico.&lt;br/&gt;In Tv su ogni canale si susseguono immagini di distruzione.&lt;br/&gt;Nel cervello si sussegue di tutto: un pianto dirotto è il risultato più diretto di quello che stai provando.&lt;br/&gt;Con terrore cominci a comporre i numeri telefonici di chi si trova lì.&lt;br/&gt;Ma le linee sono inesistenti.&lt;br/&gt;Pian piano, mentre le ore trascorrono, cominci a raggiungere tutti, e apprendi che quelli che non sono di L’Aquila, ma vivono lì, a quell’ora sono già scappati a casa.&lt;br/&gt;Gli Aquilani che conosci invece, a casa non possono tornare, ma sono vivi.&lt;br/&gt;Nel frattempo ricevi telefonate sia dai Milanesi che vogliono sapere fin dove la tragedia ti ha toccato, sia da chi vuole condividere il proprio dolore.&lt;br/&gt;Tra una telefonata e l’altra solo pianto.&lt;br/&gt;Ti consulti con chi dovrebbe tornare a casa insieme a te per le vacanze di Pasqua.&lt;br/&gt;Nessuno sa che fare.&lt;br/&gt;Alla fine di una giornata estenuante trascorsa con le orecchie al telefono e gli occhi al televisore, si decide di non anticipare la partenza: L’Aquila è stata chiusa. &lt;br/&gt;Ecco: questa è la parola che ti trafigge di più.&lt;br/&gt;Verso sera cominci a riprenderti; ormai il tuo lutto è pubblico. I morti sono già più di 100 e il conteggio continua a salire. Dappertutto c’è qualcuno che parla dell’Abruzzo, forse per la prima volta nella sua vita. Dappertutto c’è una radio, una tv, l’edizione straordinaria di un giornale, un qualcosa che racconta qualcosa di L’Aquila. &lt;br/&gt;Persino Bruno Vespa stavolta si ricorda di essere Aquilano.&lt;br/&gt;Vai a lavorare in condizioni pietose, quella sera e nei giorni successivi.&lt;br/&gt;Passano tre giorni interminabili e finalmente arriva l’ora di ripartire.&lt;br/&gt;In 4 in auto. L’atmosfera non è proprio quella delle vacanze pasquali. &lt;br/&gt;Superi il fiume Tronto e leggendo il cartello “Abruzzo” senti un brivido dietro la schiena. &lt;br/&gt;Il freddo si concretizza ancora sul tuo corpo poco dopo, quando lungo la strada dal casello autostradale a casa tua, la sera del giovedì Santo, non incontri nessuno neanche per sbaglio.&lt;br/&gt;Sentire freddo nel tornare a casa. Una sensazione da cui ancora riesci a riprenderti.&lt;br/&gt;Durante le vacanze di Pasqua hai occasione di recarti 2 volte a L’Aquila. &lt;br/&gt;La tua ex Accademia è ancora in piedi, ma dentro c’è rimasto poco o nulla, con il secondo piano allagato dalle tubature rotte.&lt;br/&gt;Le persone che abitano nel centro storico fanno a gara a recarsi nelle proprie case con i vigili del fuoco, fosse anche per dar da mangiare al gatto.&lt;br/&gt;Ti trovi di fronte alla basilica di Collemaggio proprio mentre stanno portando fuori alcuni dipinti danneggiati.&lt;br/&gt;Ti rechi presso una tendopoli a portare alcuni aiuti e vedi che c’è anche chi sta ballando il limbo rock in mezzo al fango provocato dalla pioggia dei giorni precedenti.&lt;br/&gt;In un’altra tendopoli un uomo ti parla per ore di quando andava in campagna a lavorare, e alla fine ti abbraccia stretto per parecchi minuti.&lt;br/&gt;Un’altra tendopoli sembra un campeggio con tanto di tornei di briscola e stradine tra le tende battezzate con i nomi delle vie aquilane.&lt;br/&gt;Passi attraverso la valle  Subequana, e scopri che molti paesi non sono presidiati come dovrebbero essere.&lt;br/&gt;Durante il ponte del 25 aprile, hai di nuovo occasione di tornare a L’Aquila per portare aiuti, e una vecchina ti porta di forza dentro la sua casa inagibile per offrirti un amaro.&lt;br/&gt;E poi pranzi con persone che ti offrono quel poco che hanno con un sorriso a 32 denti.&lt;br/&gt;Vicino casa, hai invece occasione di dare ciò di cui c’è bisogno agli sfollati che sono arrivati dalle tue parti.&lt;br/&gt;E quando torni a Milano, la notizia che un bimbo senza più casa si sta divertendo con i giocattoli che gli hai regalato, è una delle cose più belle che vorresti sentire.&lt;br/&gt;Sensazioni indelebili che rimangono scolpite nelle tue corde: pian piano il senso di colpa per non aver condiviso la situazione con i tuoi conterranei, lascia spazio ad una voglia di fare qualcosa ogni volta che ti sarà possibile.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non è la dignità degli Abruzzesi, ma il vigore degli Aquilani e delle zone limitrofe che farà la vera differenza.&lt;br/&gt;Già, L’Aquila: città che hai lasciato perché avevi bisogno di nuovi orizzonti, ma di cui ti sei sempre sentito figlio adottivo, e in cui sei tornato spesso e volentieri anche dopo la conclusione dei tuoi studi.&lt;br/&gt;Senza contare che riguardo la penultima volta che ti sei recato lì, sei stato talmente inebriato dall’atmosfera aquilana, che ne hai scritto anche sul presente editoriale.&lt;br/&gt;Ed è inquietante constatare che l’ultima volta che hai visto la città integra, mancava appena una settimana al 6 aprile, e con Francesco e Peter effettuavi un sopralluogo in una chiesa rimasta poi miracolosamente in piedi, come si può leggere in una delle ultime news.&lt;br/&gt;A un mese esatto dalla questione, si viene ora a sapere che Silvio non sborserà i soldi che aveva promesso.&lt;br/&gt;Ma guarda un po’…&lt;br/&gt;Magari la prossima volta che si recherà a Casoria troverà una maggior ispirazione.&lt;br/&gt;A presto.&lt;br/&gt;Matteo&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;</description>
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